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Il digitale Terrestre Fatti e misfatti, chiarifichiamo sto nuovo tipo di TV. Primo fatto: tutta l'architettura è in BETA TEST fino a fine Luglio 2005. Ciò significa che tutti i dispositivi fatti prima di questa data potrebbero non essere funzionanti per la versione finale. Secondo fatto: il contributo statale è per gli "utenti che si prestano a fare da prova per il servizio", cioè il contributo non è per la diffusione, ma per venire incontro alla fase di sperimentazione. Della serie: hai speso, ti abbiamo coperto parte delle spese, ma adesso devi comprarti per intero il vero decoder in versione finale e stabile. Terzo fatto: tra 10 (!) anni ancora il 15% dell'italia potrebbe essere fuori copertura digitale, e in molte parti il segnale non sarà forte abbastanza 8cioè tutte le zone periferiche). Quarto fatto: interattività, si ma voi telefonate ! Quinto fatto: chiamate l'antennista... prego. Lo volete ancora il digitale terrestre ? Intanto scaricatevi il [WhiteBook] ufficiale del ministero delle comunicazioni per dare una autorevole lettura. E adesso, buttiamo dentro le specifiche, da un articolo di Punto-Informatico (trovate link in top di pagina): Ne parla Adiconsum che le elenca e le inserisce in una lettera aperta a Governo e Autorità di settore, affinché i cittadini siano debitamente informati su quello che sta accadendo con il nuovo medium 10/03/04 - News - Roma - Vi sarebbero alcune cose non dette attorno al digitale terrestre, verità che ai consumatori non arrivano e che falsano la percezione che si ha del nuovo medium. Questa la tesi di Adiconsum, che ha scritto alle Authority e al Governo affinché ai cittadini arrivi l'interezza dell'informazione necessaria a farsi un'idea e ad agire da consumatori, e contribuenti, responsabili. Le verità nascoste di cui parla Adiconsum oggi creano incertezza e diffidenza verso una tecnologia che l'associazione del consumo ritiene invece "necessaria alla crescita generale del paese". Ma quali sono queste verità? Eccole una per una. Periodo sperimentale È evidente quindi che in questa fase sperimentale gli utenti non utilizzano il digitale in modo ottimale e completo, perché ovviamente legati alle scelte di chi trasmette e al luogo in cui ci si trova per la ricezione. Inoltre solo alcune, ristrette, aree geografiche hanno il privilegio di partecipare alla sperimentazione dei servizi più innovativi. Anche il decreto del Ministero delle Comunicazioni pubblicato in Gazzetta il 22 gennaio 2004 che regola le modalità di erogazione del contributo per la televisione digitale terrestre si riferisce sempre a sperimentatori facendo ben comprendere in quale particolare fase si trova lo sviluppo del digitale terrestre. Nonostante leggi e regolamenti, tutti i messaggi
pubblicitari attualmente diffusi sia in televisione che sulla carta stampata
non informano circa l'attuale fase sperimentale in corso, facendo credere
che la televisione digitale terreste sia gia una realtà operante
in modo ottimale e che la decisione di utilizzarla al meglio dipenda solo
dalla volontà del consumatore di dotarsi o meno del necessario
ricevitore. Diversità dei ricevitori La legge che regolamenta le modalità per usufruire dell'incentivo (150 euro per i primi 700mila acquistati), stabilisce il diritto al contributo solo per l'acquisto di decoder "dotati di canale di ritorno tramite rete di telecomunicazione e di software per la gestione dell'interattività" confermando, quindi, l'esistenza di varie tipologie di decoder. Non tutti i decoder, infatti, permettono di interagire con le emittenti e molti potrebbero, addirittura, diventare obsoleti quando il digitale terrestre sarà a regime nel 2005. Le Autorità preposte devono garantire gli
utenti chiarendo quali sono i sistemi operativi idonei all'interattività
e all'utilizzo dei servizi sociali, facendo per esempio chiarezza, sul
più diffuso sistema denominato MHP, per evitare quanto accaduto
con il digitale satellitare che ha introdotto tanti sistemi operativi
proprietari incompatibili fra loro (seca, irdeto, nds, etc.). Trovandoci
in una fase sperimentale e non essendo ancora operative le applicazioni
di uso sociale e le trasmissioni di applicativi più avanzati, il
consumatore non può provare personalmente i decoder per comprendere
se siano veramente validi e compatibili. Sono necessarie indicazioni sulle
confezioni dei ricevitori. Impedimenti di ricezione È auspicabile imporre, all'interno delle
attività commerciali, la presenza di mappe indicanti la copertura
del segnale. Il digitale, infatti, non permette una ricezione disturbata,
come avviene con l'attuale sistema analogico, quindi o si vede o non si
vede. Gli utenti, prima di acquistare un decoder digitale,
devono conoscere quali sono le frequenze utilizzate nel proprio territorio
per la visione della tv digitale terrestre, accertarsi, tramite la consulenza
di un antennista abilitato, se la qualità del segnale ricevuto
sia sufficiente a raggiungere la soglia necessaria per attivare la ricerca
automatica dei servizi digitali, presente nei decoder. Aggiornamento impianti di ricezione Occorre quindi verificare lo stato del proprio impianto di distribuzione del segnale televisivo, se singolo, o dell'impianto centralizzato se in comune con i possessori di altri appartamenti. Non è esatto affermare, nelle pubblicità attualmente in corso, che si può ricevere il segnale digitale terrestre senza modificare l'impianto di ricezione: il più delle volte non è vero, proprio per le ragioni di soglia minima, al di sotto della quale il segnale non è captabile. Evidentemente si è scelta un altra via che, come al solito, penalizza il consumatore. Infatti ora si invoglia l'utente a comprare un decoder digitale terrestre incentivato. Dopo l'acquisto ci si accorge che non funziona, si comprende che l'impianto non è idoneo e si costringe l'utente a ricorre ai ripari. Se il consumatore abita in modo indipendente, chiamerà un installatore specializzato, che vista l'emergenza adatterà l'impianto, ad un determinato costo. Se, invece il consumatore si trova in un grande palazzo, dovrà convincere l'amministratore e gli altri condomini a ristrutturare l'impianto di ricezione televisiva, attendendo per lungo tempo e sostenendo, poi, i relativi costi. Conclusioni "È indispensabile ricordare - sottolinea Adiconsum - che l'entrata in vigore delle modifiche al codice civile in merito alla "garanzia e la conformità dei beni" prevede che la pubblicità e le informazioni fornite al consumatore siano parte integrante del contratto, e fondamentali per valutare la conformità del prodotto. Le omissioni circa le caratteristiche presenti in un bene possono far richiedere al consumatore la riparazione e/o la sostituzione del bene, altre la riduzione del prezzo o la restituzione di quanto pagato". "Sarebbe ora di preoccuparsi - conclude Adiconsum - oltre che del diritto dei consumatori, anche del dovere di correttezza e rispetto delle regole che le aziende dovrebbero avere nei confronti degli utenti, e soprattutto lo Stato non avalli questi comportamenti non corretti e non trasparenti.
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